Tabellone 7




Meraviglioso lago di Joux

Il Dent del Vaulion e il lago, sono le migliori attrazioni turistiche della regione

Tutti coloro che viaggiano, le scoprono e le ammirano

 

Se la Dent di Pont è nascosta dai suoi contrafforti, il lago si offre in tutto il suo splendore, cambiando ogni giorno di aspetto. Il movimento dell'acqua, dei colori, l'impressione generale non é mai la stessa. È per questo motivo che i fotografi lo amano e fanno delle bellissime fotografie, che a volte ritroviamo sulle pagine dei calendari.

 

Un lago che i pescatori professionisti conoscono come le loro tasche. gli angoli più pescosi, le differenti profondità e gli aspetti più pericolosi quando gela. In inverno diventano i guardiani del lago  e si vedono quando sondano gli spessori del ghiaccio, per offrire le migliori condizioni possibili agli sportivi. Quando i segnali sono rossi è proibito pattinare, se verdi si può farlo in tutta sicurezza.

 

Le Pont, anni 1880-1890. La prima foto conosciuta, della gente che pattina sul ghiaccio
Le Pont, anni 1880-1890. La prima foto conosciuta, della gente che pattina sul ghiaccio

 

Molti furono i viaggiatori del XVIII secolo che apprezzarono le bellezze della regione: Rochat nel 1714; Correvon nel 1737; Aberli, nel 1774; Deluc nel 1775; Goethe nel 1779; Ami Mallet nel 1786; Yvan Antonovichh nel 1789; Henri Venel d'Orbe nel 1795; e infine Hans-Conrad Escher nel 1784 e 1816, che in occasione di questi suoi due viaggi, fece dei disegni molto significativi della regione du Pont. Uno dei più interessanti. fu quello sulle installazioni industriali di Bonport.

 

Ritornando di qualche secolo indietro, sotto la dominazione Bernese, era proibito accedere al lago anche quando era gelato. Possiamo supporre che consideravano gli abitanti del posto poco prudenti e quindi causa di molti incidenti. Pertanto a quell'epoca, non si utilizzava il lago ghiacciato solo a fini ludici ma per il trasporto materiali da una riva all'altra e sopratutto tronchi d'alberi inviati da Revers alle antiche segherie de l'Abbaye. I carichi erano pesanti e a volta passavano appena.

 

Un lago di utilità pubblica...

 

I carbonai di Vallorbe, l'utilizzavano per il trasporto del loro carbone di legna, con delle barche a vela. Da Chenit andavano direttamente alla Tornax, all'estremità del lago di Brenet, dove c'erano i depositi. Da allora, la terra laggiù conserva ancora oggi, tracce di nero.

 

Dopo l'arrivo della ferrovia nel 1886, allo scopo di fornire un ulteriore servizio ai viaggiatori, fu creata una compagnia di navigazione con l'acquisto del celebre ed elegante battello a vapore Caprice, il solo a navigare su un lago ad oltre 1000 metri di altezza. Il Caprice restò in servizio dal 1889 al 1912, poi sostituito da un altro Le Matin che durò solo tre stagioni, poi finito nel dimenticatoio dal 1914. Il Caprice riprese la sua navigazione nel 1977.

 

Le Pont Lungolago. Passeggiata degli inglesi nel 1903, data della fine dei lavori, con la piantagione di alberi da frutta
Le Pont Lungolago. Passeggiata degli inglesi nel 1903, data della fine dei lavori, con la piantagione di alberi da frutta

 

Dal punto di vista funzionale, le acque del lago servirono all'alimentazione delle turbine della centrale elettrica di La Dernier, vicino Vallorbe, tramite un tunnel artificiale scavato sotto il Mont d'Arzeire de la Tornaz. All'uscita l'acqua formava una cascata di 270 metri. L'elettricità arrivava in tutti i villaggi della vallata nel 1903, molto più tardi nelle zone occupate dalle case dei giostrai.

 

...e degli svaghi

 

Una documentazione indica che la menzione dei primi pattini, proprietà di un abitante di Le Pont, rimonta al 1842. Il signore in questione, aveva anche delle racchette per la neve. Due attrezzi utili sia per il pattinaggio che per il cammino sulla neve. Per quanto riguarda il pattinaggio, Henri Aubert del Solliat, notava nel suo diario datato 29 dicembre 1815: "Il mattino ho letto e pattinato. Il pomeriggio ho letto e fatto leggere i miei fratelli. La sera ho giocato". Cosi sappiamo che il pattinaggio esisteva già da quella data. Probabilmente il signor Henri abusava di quel passatempo, se cosi si può dire, perché agli inizi di gennaio e con l'arrivo della neve, gli fu proibito continuare. Le lame d'acciaio furono introdotte, come testimoniato da un grande pattino, inventato nel 1876, dai fratelli Le Coultre della Gollise sulle scogliere del lago, di fronte al villaggio dell'Abbaye. Una effimera società di pattinatori vide la luce nel mese di dicembre 1886 ma anche dopo la sua scomparsa, il pattinaggio attirava sempre gente, come testimoniato da un concorso di velocità, organizzato sul lago dalla Società federale di ginnastica del Sentier, il 17 gennaio 1897 nel tratto fra le Rocheray Le Pont, di circa 8 chilometri di lunghezza. I concorrenti in gara erano erano 22 e 18 tagliarono il traguardo. Il primo classificato si chiamava Fridolin Reymont, abitante il Sentier, che copri la distanza nell'eccellente tempo di 17 minuti e 11 secondi. Buon ultimo, il tipografo Edward Dupuis, con il tempo di 24 minuti e 52 secondi. Per ottener simili risultati, il ghiaccio doveva essere in condizioni ottimali.

 

La Valle di Joux vista dal Mont-du-Lac. Litografia di Bourgeois, 1822
La Valle di Joux vista dal Mont-du-Lac. Litografia di Bourgeois, 1822

 

Con il passare degli anni e in ogni inverno, si praticavano gli sport più diversi, come corse di carri per il ghiaccio, slitte da diporto, slitte semplici, biciclette, moto, side-cars, sci, aerei e perfino dei trattori, che servivano per rimorchiare i macchinari necessari alla pulizia del ghiaccio per poter continuare a pattinare. I primi incontri di hockey, si disputarono direttamente sul lago, grazie a delle piste di fortuna, rinfrescate da una pompa ad acqua, con motore a benzina.

 

Pazienza, poesia, estasi
Pazienza, poesia, estasi

 

Gli sport estivi, erano il canottaggio o i tuffi da un trampolino nella zona Epinettes. Attività poi che si moltiplicarono con l'apparizione di nuovi sport come corse con barche di ogni genere,  come a remi, a motore, a vela o windsurf, senza dimenticare i pedalos gialli che abbelliscono la baia del paese durante le belle giornate estive. Da qualche, anno esiste anche un club di canottaggio e molte squadre di levatura internazionale vengono ad allenarsi. Si pratica lo sci nautico e ultimamente anche uno che si chiama stand up paddle (SUP), che sarebbe una tavola di legno azionato con un remo, da una persona che si tiene all'impiedi, nuovo modo per riscoprire sotto un altro aspetto il lago.

 

Dei lavori di ammodernamento sul lungo lago, furono eseguiti e terminati nel 1905, per un costo totale di 34 999,40 franchi, con il 30 per cento a carico del cantone. Lavori sicuramente fatti come si deve, perché sono ancora oggi in ottime condizioni. Inoltre erano stati piantati alberi da frutta come prugne, ciliege e mele che, in caso di produzione abbondante, erano raccolte e vendute dall'amministrazione, agli abitanti del villaggio. Purtroppo oggi non esistono più.

 

Lago Brenet. "Le Rêve", barca di Edgar Rochat della Charbonnière, pescatore, timoniere e ammiratore di Alain Gerbaut
Lago Brenet. "Le Rêve", barca di Edgar Rochat della Charbonnière, pescatore, timoniere e ammiratore di Alain Gerbaut

 

Una coppia di cigni, fece il suo nido, nel mese di novembre del 1963 ma pensando che questi volatili, non sarebbero sopravvissuti ai rigori del freddo invernale, una spedizione fu organizzata per liberarli nelle acque dalle temperature ben più clementi, del lago Lemano. Dopo il compimento della missione, una bella bevuta di vino e ritorno alla Valle. Oggi alcuni esemplari di questi volatili, nidificano di nuovo, per accogliere e dare il benvenuto ai nostri visitatori.

 

Il piccolo e magnifico battello a motore "Le Caprice", solcherà le acque blu del lago dal 1889 al 1912
Il piccolo e magnifico battello a motore "Le Caprice", solcherà le acque blu del lago dal 1889 al 1912

La Ballata dei pattinatori

Disegno e testo di S. Reymond, Le Solliat, 1918
Disegno e testo di S. Reymond, Le Solliat, 1918

 

 

 

 

Là-bas, sous le ciel de janvier
Que pas un nuage ne tache
Ces points noirs qu’on croit distinguer
Qui, sur le fond gris se détachent,
Sur le gris tendre d’un brouillard
Que Phébus, artiste, illumine
Ces points se mourant dans ce fard
Ce sont les Combiers qui patinent.

Sur une glace transparente
Montrant du lac les profondeurs,
Traçant des lignes élégantes,
Bosselant des « huit ou bien des « cœurs »
Ou, Oh ?! merveille d’équilibre
Sur des courbes d’humeur badine
Avançant sans balancier, libres,
Ce sont les Combiers qui patinent.

Et ces couples heureux qui passent,
Les bras et les regards croisés,
Qui arrivent, vont et s’effacent,
En légers profils inclinés
Et que partout se régénèrent
Fondus par la roche voisine
Les longs cris du lac en colère
Ce sont les Combiers qui patinent.

Envoi

Oh ! Lac, qui montre ton courroux !
Nous aimons tant quand tu t’animes
Pourquoi vouloir être jaloux
De nous, les Combiers qui patinent.

 

 

(Segue un piccolo riassunto del testo originale, che non ha la pretesa di essere una poesia bella, come quella scritta dall'autore ma, grosso modo per rendere un'idea:)

 

Sotto il cielo d'inverno senza nuvole

quei puntini neri che crediamo distinguere

che si fondono nella nebbia

sono les Combiers (abitanti della vallata) che pattinano.

 

 

 

 

 

Su un ghiaccio trasparente che permette di vedere il fondo, 

quelli che tracciano delle linee aggraziate

strappando gridolini di ammirazione

sono les Combiers che pattinano.

 

 

 

 

 

Coppie felici che passano,  

con braccia e sguardi incrociati

che arrivano e si allontanano

sul lago in collera

sono les Combiers che pattinano.

 

 

 

 

 

 

O lago che mostri il tuo scontento

noi ti vogliamo bene, cosi come tu ce ne vuoi

e non essere geloso di noi les Combier che pattiniamo.

 


Eleganti signore che pattinano sul lago
Eleganti signore che pattinano sul lago