Tabellone 15




Un'industria discreta ma onnipresente

 

I componenti della famiglia Rochat, stabilitisi a L'Abbaye dal 1480, lavoravano il ferro a Le Pont dalla metà del XVI secolo. Auguste Piguet scrive tuttavia che Jean Herreyer, nativo di Auberson, diocesi del Laon, aveva iniziato la sua attività nel comune di Saint Sulpice du Pont, prima di stabilirsi sulle rive di un ruscello del Brassus.

 

Ultima spedizione del ghiaccio con il vecchio trasporto con carri. Al centro Edgar Rochat della Trota. Uno degli altri due personaggi potrebbe essere il conduttore del carro Dassetto, mastro Dassetto
Ultima spedizione del ghiaccio con il vecchio trasporto con carri. Al centro Edgar Rochat della Trota. Uno degli altri due personaggi potrebbe essere il conduttore del carro Dassetto, mastro Dassetto

Sulle sue rive, c'erano già tracce di questo genere di attività e allora Gédéon Rochat crea una forgia industriale. A Le Pont c'è anche un fabbricante d'armi. Poi ritorno di nuova al ruscello di St-Sulpice en 1713. Abraham Rochat invece é falegname.

 

Nel corso di tutto il XVIII secolo e fino agli inizi del XIX c'erano a Le Pont dei fabbri, fabbricanti di chiodi, speroni e arponi poi progressivamente spariti. Restarono solo alcuni maniscalchi, indispensabili, per la costruzione di attrezzi agricoli. Uno di loro, Ami Rochat, fu uno dei primi a costruire dei triangoli per la neve e due esemplari furono consegnati al comune di Lieu alla fine del 1863.

 

La lavorazione del marmo non ebbe invece molto successo, con un solo specialista nel 1766. Nel XIX le cose sembra che vadano meglio ma senza risultati rilevanti rispetto ad altri luoghi. La sola impresa di una certa importanza, Meylan et Cie, si trovava a Séchey, dopo la lavorazione del marmo si era specializzata nel ramo della pietra per l'industria orologiaia. Pure questa chiuse i battenti negli anni 1915-1920. Charles Emmanuel Rochat è considerato orologiaio nel 1787.

Un cronografo che conta i 30 minuti e le ore 12,00, con calendario orientato sul mezzogiorno di Le Pont (Collezione Gérald Dubois)
Un cronografo che conta i 30 minuti e le ore 12,00, con calendario orientato sul mezzogiorno di Le Pont (Collezione Gérald Dubois)

 

Nel 1801, ci sono due orologiai e un negozio di orologeria, considerate poco redditizie, cosa che prova che la professione, in seguito alla crisi napoleonica, è nel caos più totale. Crisi che durerà più o meno fino al 1815 ma, a partire dagli anni 1817-1818 si segnala la presenza di sei orologiai, indice che la professione è in ripresa e persino in progresso.

 

Ritorniamo al ruscello di St-Sulpice. Nel 1814 anno d'apertura della forgia di Abraham Isaac Rochat e all'eredità non ancora suddivisa di Jean David Rochat. Questi caseggiati verranno trasformati in segheria, proprietà dal 1837 di un consorzio, nel quale figurano i nomi di un signor Mouquin e qualche Rochat.

 

Questa piccola segheria fu molto utile durante tutto il XIX e anche nel XX secolo, vendendo i suoi prodotti ad alcuni abitanti del villaggio diventati commercianti, che cercavano di vendere recandosi nei comuni del sul della regione, riportando altre tavole in cambio. C'erano in tutto quattro commercianti, tutti appartenenti alla famiglia Rochat.

 

La segheria Mouquin all'inizio del XX secolo. Sul lato destro il caseggiato la Lustrerie. Più distante i due edifici che costituiranno l'hotel Mon Désir. In riva al lago sottostante la casa del Grande Tetto
La segheria Mouquin all'inizio del XX secolo. Sul lato destro il caseggiato la Lustrerie. Più distante i due edifici che costituiranno l'hotel Mon Désir. In riva al lago sottostante la casa del Grande Tetto

 

Alla fine del XX secolo la produzione dell'orologeria si orienta verso la lavorazione di pietre pregiate e produzioni di articoli per l'orologeria, ad opera di Numa Rochat, che costruì una piccola fabbrica in attività fino al 1943.

 

Istallazione di un laboratorio d'orologeria realizzato da Reynold Dubois, nella caseggiato Décoppet, in attività fino al 1943, poi trasferito in quella che fu la fabbrica di Numa Rochat. Locali poi ripresi dall'impresa di incastonatura Kirchhof, ripresa a sua volta dalla manifatturiera Jaeger-Le Coultre e delocalizzata poco dopo alla Golisse.

 

Da rilevare nella seconda metà del secolo, la presenza un'orologeria e gioielleria di Roger Falquet e di Héli Reymond orologeria di un certo pregio, Chalet-Suisse.

 

Le Pont: La Lustrerie sulla sinistra, il futuro hôtel Mon Désir al centro, il Grand hôtel del lago di Joux ai piedi della Aoullie e il laboratorio di Numa Rochat a destra, testimoniano il cambiamento dell'insieme di Le Pont, avvenuto nel corso di 10 anni
Le Pont: La Lustrerie sulla sinistra, il futuro hôtel Mon Désir al centro, il Grand hôtel del lago di Joux ai piedi della Aoullie e il laboratorio di Numa Rochat a destra, testimoniano il cambiamento dell'insieme di Le Pont, avvenuto nel corso di 10 anni

Agli inizi del XX secolo, l'amministrazione comunale prova ad utilizzare i capitali offerti dal comune de l'Abbaye, dopo l'abbandono del progetto di costruzione della linea ferroviaria, lungo la riva orientale del lago. Si intavolano trattative con un impresa tedesca fabbricante di lampadari Una fabbrica fu costruita nel 1900. Creazione della Società svizzera di lamapdari nel 1901. Versamento di frs.- 10.000 per garantire il buon funzionamento ma già nel 1902, la società è messa in liquidazione, lasciando un buco di decine di migliaia di franchi, con il risultato dell'aumento di un'imposta speciale per risanare i conti.

 

I locali furono ripresi da una società dello stesso ramo di Vallorbe. con l'utilizzo di nuovi capitali da parte del paese ma nuovo fallimento nel 1909, dopo crisi e scioperi che fecero i titoli dei giornali della regione. Nel corso di queste manifestazioni, la direzione tenta di assoldare dei crumiri* provenienti da Milano. La lavorazione fu trasferita a Turgi nel canton Argovia.

 

Il seguito degli immobili della fabbrica è alquanto confuso con una prima vendita alla società Parechoc SA, oggi ripresi dalla società di meccanica Missimi-Berney.

 

 

*Agli inizi del XX secolo, crumiro era una parola utilizzata sopratutto in Svizzera e in Italia, per definire gli operai che non volevano aderire agli scioperi

 

Piccola fabbrica Numa Rochat, che nel corso degli anni fu sede di tante piccole industrie di orologeria e sopratutto di incastonatura
Piccola fabbrica Numa Rochat, che nel corso degli anni fu sede di tante piccole industrie di orologeria e sopratutto di incastonatura

Nel villaggio c'erano altre piccole attività professionali necessarie al buon andamento dell'economia, come calzoleria, sartoria, tessitura, commercio di stoffe, spezie (1831), commercio di pellame, alberghiera, carpenteria, ebanisteria, distilleria di genziana (1857). C'era pure un fotografo professionista, Giuseppe Locatelli, al quale si devono molte foto del villaggio, nel corso della sua grande epoca turistica.

Solo un'industria diventerà famosa sul piano internazionale, la Ghiacciaieria di Le Pont. Situata sulle rive del lago di Brenet, restò in attività fino al 1912. Il ghiaccio raccolto in inverno, era spedito nei mesi estivi nelle principali città svizzere, cosi come a Parigi, dove c'erano i clienti migliori. Il ricordo di questa fabbrica è ancora vivo nella memoria collettiva del paese.

 

Ricordiamo che oltre al turismo a Le Pont c'erano molte altre piccole imprese
Ricordiamo che oltre al turismo a Le Pont c'erano molte altre piccole imprese
Sfruttamento industriale della torba a Sagne-Vuagnard, dove lavoravano molte donne di origine sovietica (Collezione Josiane Bossel-Rochat)
Sfruttamento industriale della torba a Sagne-Vuagnard, dove lavoravano molte donne di origine sovietica (Collezione Josiane Bossel-Rochat)

Laboratorio Reynold Dubois nei locali Décoppet a Le Pont (Collezione Gérald Dubois)
Laboratorio Reynold Dubois nei locali Décoppet a Le Pont (Collezione Gérald Dubois)

In alto a sinistra, Camille Meylan, Le Sechey. A destra il proprietario Reynold Dubois. Al centro Emile Guignard, Le Pont. Seduto con una sigaretta in bocca Roger Falquet. Foto scattata prima di un fine settimana. A quell'epoca, la vita in fabbrica era ben altra cosa rispetto a quella odierna. Si rideva, si cantava e, durante l'orario di lavoro, si trovava anche il tempo di andare a cronometrare le gare di sci dei bambini del villaggio.

La maggio parte del lavoro consisteva nel montaggio di meccanismi complicati per cronografi di marche come : Guinand Watch Les Brenets, Minerva, Villeret. In seguito per altre ditte già clienti di Marcel Dépraz di Le Lieu (attualmente Dubois-Dépraz) creatore e fabbricante di meccanismi complicati. Si procedeva inoltre alla finizione manuale di differenti pezzi e di vari calibri per cronografi prodotti a Le Lieu.

Un orologiaio di Le Pont seduto al suo tavolo di lavoro
Un orologiaio di Le Pont seduto al suo tavolo di lavoro

 

Cari ospiti, siamo arrivati alla fine di questa passeggiata della Bella Epoca di Le Pont, agli inizi del XX secolo. Da qui, potete ritornare tranquillamente sul lungolago e ritrovare la vita palpitante del XXI secolo. Speriamo che sia stata di vostro gradimento e se volete, potete contribuire allo sviluppo di questo percorso o fare un dono alla Societa di Développemnt de Le Pont, che si fa carico della manutenzione. Il nostro indirizzo web: www.promenade-belle-epoque.ch/dons.

Un grazie di cuore per il vostro contributo e un arrivederci a presto. Noi vi accoglieremo sempre a braccia aperte.

 

Hanno contribuito alla sua realizzazione, dedicata ad uno dei più entusiastici promotori, il Signor Michel Jossevel purtroppo scomparso: Nicole Rochat, Marianne Fornet, Christophe Bonny, Stéphan Guignard, Claude Kehrli, Joël Oberli, Pierre-Abraham Rochat, Rémy Rochat, Hugues Veuilleumier. Un grazie di cuore a tutti.